Come nascono le lenti progressive personalizzate: il trattamento antigraffio

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Continua il nostro viaggio alla scoperta di come nasce una lente progressiva su misura: oggi parleremo dei trattamenti che danno alla lente un valore aggiunto in termini sia di prestazioni che di confort di utilizzo.

Dopo la fase di lucidatura analizzata nel precedente post, la lente viene trasferita in una stanza a chiusura ermetica in modo da garantire al suo interno condizioni di temperatura ed umidità costanti e assenza di polveri o altre impurità presenti nell’aria e che potrebbero intaccare la superficie della lente.
Lente antigraffio - Ambiente controllato

Per garantire l’integrità dell’ambiente è necessario che resti isolato dal resto del laboratorio e che gli operatori che azionano i macchinari utilizzino copriscarpe monouso e guanti. I macchinari, inoltre, hanno bisogno di cicli di pulizia accurata tra un ciclo ed il successivo per eliminare dalle vasche e dalle pareti ogni tipo di impurità residua di trattamenti precedenti.

 

 

Una lente può essere sottoposta a diverse tipologie di trattamenti, tra i quali:

  • l’antigraffio (o indurente) che protegge la superficie da eventuali urti prevenendo l’insorgenza di graffi. Non si tratta tanto di un problema estetico, in quanto essi sono spesso visibili solo osservando la lente in trasparenza e contro-luce. Purtroppo i graffi incidono sulla nitidezza della visione generando fastidi alla vista. Si ha l’impressione di non vederci bene e la continua sensazione che la lente sia sporca
  • l’antiriflesso, per ridurre i disturbi causati da immagini “fantasma” che si creano a causa della luce riflessa tipiche quando si è alla guida, si guarda la TV o si utilizza il computer
  • l’idrofobico, che permette di respingere le tracce di acqua e olio dalla lente tutelandola dallo sporco, e questo aumenta la durata nel tempo dei trattamenti

Oggi vedremo il processo di creazione del trattamento antigraffio.
Lente antigraffio - il supporto

La lente viene introdotta in un macchinario automatico a chiusura stagna che si occuperà di ripulirla di ogni impurità residua depositata sulla superficie, di effettuare la laccatura e di farla polimerizzare attraverso due cicli di “cottura”.

Le prime due vasche contengono una soluzione di acido e detergente per il lavaggio. Quando la lente è immersa nel liquido viene bombardata da ultrasuoni che hanno lo scopo di sciogliere il detergente e colpire le particelle di impurità agevolandone il distaccamento. Il processo dura in tutto 12 minuti.
Nella terza vasca la lente viene immersa in acqua per un risciacquo continuo della durata di 4 minuti per poi essere spostata nella quarta vasca per un secondo ciclo detergente con acidi di lavaggio (altri 4 minuti).
La quinta e la sesta vasca contengono acqua corrente (la prima) e acqua bidistillata (la seconda) per pulire ulteriormente la lente e completare il processo di eliminazione delle impurità (altri 8 minuti).

 
Lenti antigraffio - forno

A questo punto la lente viene asciugata in un forno intermedio per 1 minuto ed è finalmente pronta per l’applicazione della laccatura che le conferirà la resistenza ai graffi. Questo avviene con una singola immersione nella lacca speciale che cospargerà la lente la cui superficie è, come visto, ormai priva di impurità.
All’interno del macchinario è presente un secondo forno di asciugatura nel quale la lente resta per 4 minuti e che consente una prima solidificazione della lacca sulla superficie.

 

 

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Come nascono le lenti progressive personalizzate: il trattamento antigraffio scritto da Lo Staff media voto 3.2/5 - 17 voti utenti

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